Capri e Anacapri

Partendo da Sorrento, dopo circa 20 minuti di navigazione si arriva alla Marina Grande, il piccolo porto dell’isola che ha lasciato intatto il suo fascino nonostante il passare del tempo. Una volta sbarcati si raggiunge in minibus Anacapri, ovvero Capri di sopra, così come l'avevano soprannominata i greci. Questo splendido borgo, che oggi costituisce un comune a sé stante, è parte integrante dell'isola. Abitata fin da epoca romana, come testimoniano numerosi resti, Anacapri ebbe il suo periodo di massimo splendore fra Ottocento e Novecento, quando divenne un ambito "buen retiro" per artisti di tutta Europa, che qui venivano a trascorrere delle felici vacanze e a trovare ispirazione. Ad Anacapri potete visitare la famosa Villa San Michele che fu acquistata e restaurata nel 1895 dal medico svedese Axel Munthe che si innamorò delle rovine di un'antica cappella, costituite da una volta sfondata ed alcuni muri diroccati. Mentre eseguiva i lavori di restauro rinvenne nel vigneto adiacente il rudere la presenza dei resti di un'antica villa romana; da questi attinse per adornare la nuova villa con numerosi reperti archeologici che tuttora si possono osservare nella originale costruzione di Munthe. Il restauro durò molti anni. La storia della sua vita è raccontata dallo stesso Munthe in una autobiografia, che ha voluto chiamare "La Storia di San Michele", che ripercorre anche tutte le fasi del restauro e che, uscita nel 1929, si è rivelata uno dei libri più letti del novecento. Alla sua morte, avvenuta a Roma nel 1949, Munthe lasciò la villa in eredità allo stato svedese. Oggi è di proprietà di una fondazione svedese che l'ha trasformata in museo dove si svolgono, tra l'altro, nel periodo estivo, suggestivi concerti di musica classica. Tempo libero ad Anacapri per il pranzo, e per chi vuole fare shopping vi sarà solo l’imbarazzo della scelta data la grande varietà di prodotti tipici, di capi di abbigliamento etc.. Per gli amanti della natura e del panorama ci sarà la bella opportunità di salire in seggiovia a 600 mt. circa sulla cima del Monte Solaro, il punto più alto di Capri. Proseguimento per la famosa “piazzetta”di Capri luogo d’incontro di vip e punto panoramico di notevole bellezza. Quindi si potrà avere tempo libero per shopping oppure scendere un breve tratto a piedi fino ai Giardini di Augusto che sono il luogo più rilassante, ma anche dotato di una vista mozzafiato, dopo aver attraversato la via della mondanità di Capri, piena di negozi dalle vetrine sfavillanti. Sono frutto di una sistemazione degli anni '30, commissionata dal magnate tedesco dell'acciaio Krupp, che volle realizzata anche la via omonima, un capolavoro d'ingegneria fatto di tornanti a picco sul mare, che collega i giardini e la Certosa a Marina Piccola. Si tornerà al porto di Marina Grande e, tempo e condizioni meteorologiche permettendo, sarà possibile godere della bellezza della costa dell’isola con un giro in barca o visitare la Grotta Azzurra che è nota in tutto il mondo per la sua vastità, la colorazione intensamente azzurra del suo interno e lo splendore bianco argenteo che assumono gli oggetti immersi nelle sue acque. Per entrare nella Grotta Azzurra bisogna salire su piccole barche a remi, in due o tre persone al massimo e, stesi sul fondo, si attraversa lo stretto e basso varco naturale aperto nella roccia. L'operazione è impossibile nei giorni in cui tira il vento di libeccio o di maestrale. L'ingresso della Grotta Azzurra è un piccolo varco nella parete rocciosa, largo circa 2 metri e alto altrettanto, che si trova sopraelevato sul livello del mare di circa 1 metro, per questo motivo per entrare bisogna distendersi sulla barca. Il rematore abbandona i remi e spinge la barca dentro afferrando una catena murata sulla volta dell'ingresso. L'ambiente interno appare tutto di colore azzurro, la volta, definita Duomo Azzurro, ha un'altezza media di 7 metri arrivando a 14 nella parte più interna; la cavità d'erosione è lunga circa 60 metri e larga al massimo 25. La grotta continua con la Galleria dei Pilastri, tre rami comunicanti tra loro che confluiscono nella Sala dei Nomi, chiamata così per le numerose firme dei visitatori apposte sulle pareti, e il Passaggio della Corrosione, fino all'estremo punto accessibile, la Sala della Corrosione. La colorazione azzurra della Grotta Azzurra è dovuta al fatto che la luce del giorno entra attraverso una finestra sottomarina che si apre esattamente sotto il varco d'ingresso, subendo in tal modo una filtrazione da parte dell'acqua, che assorbe il rosso e lascia passare l'azzurro. Si pensa che l'interno della Grotta Azzurra in epoca romana, al tempo di Tiberio, fosse utilizzato come ninfeo marino, c'è stato chi lo ha immaginato come un luogo di Nereidi o di Sirene e chi riteneva fosse il regno di diavoli che intimorivano chiunque osasse entrarvi.


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